La Casa dei Fili D’erba è un piccolo eremo urbano di fraternità.
Piccolo perché è in un appartamento.
Eremo perché i ritmi ed i tempi della giornata vengono avvolti dal silenzio, dalla presenza consapevole, dalla preghiera e dalla meditazione.
Urbano perché al momento è a Salerno la città dove da sempre ho abitato. 
Di fraternità perché accanto al cenobio sono essenziali a nutrire ed illuminare la vita gli incontri, le relazioni ed il dono .
Questa dimensione probabilmente è quella che da sempre ha accompagnato la mia vita fino a quando non si è fatta spazio sufficiente per essere abitata.
La vita ci richiama continuamente alla fedeltà, alla nostra impronta originaria, al di là del nome con la quale intendiamo chiamarla (daimon, genius, vocazione, chiamata, ghianda, etc.) ed arriva il giorno in cui riusciamo ad ascoltare più chiaramente questa vita che ci scuote perché possiamo davvero essere autentici e veri.
La dimensione del monachesimo interiorizzato, senza necessità di riconoscimenti, adesioni, appartenenze, regole, standard e canoni, è l’archetipo dell’essere donna ed uomo.
Su questo desidero scommettere la mia vita, con tutte i limiti e le fragilità, le ombre e le luci che mi abitano. E’ una scommessa di gioia, di felicità, di benessere, è una via che porta ad abitare se stessi ed il mondo su una via di armonia ed unità. Dico scommessa non perché sia un azzardo ma semplicemente per dire che non pretendo di conoscere la via sin dall’inizio e dove essa mi condurrà. Intanto mi lascio fare.
E’ una scelta in cui il per sempre è semplicemente la continua somma del presente.

 

Pietro Ravallese

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Quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre ( Mt.6,6)

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Cari amici,

che stiamo provando a fare a La Casa dei fili d’erba ?

Tra le tante alte cose una la esprime molto bene questa foto dello scorso anno in occasione della presentazione di uno degli ultimi libri di Don Paolo Scquizzato dal titolo Se non lo cerchi lo trovi

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L'eremo di Campello, dove si insegna senza fare corsi

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Sorella Maria è stata una donna straordinaria vissuta a cavallo del secolo scorso, nata nel 1875 e morta nel 1961. A Campello

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Cercare senza pretese

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Mi dico è già tutto qua. Il cercare è stare semplicemente in questo presente tra il già ed il non ancora, il cielo e la terra,

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Il distacco

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Parliamo di distacco, quella che Maister Ecjart chiama la più importante delle virtù , ancor più dell’amore e dell’umiltà , ovvero il non attaccamento , o come la chiamava Evagrio monaco nato nel 345 d.c. la beatitudine dell’impassibilità.

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Tutto volge al bene. L'esperienza ad Ananda.

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La serenità nasce attraversando gioia e dolore senza attaccamento. Camminare su un sentiero spirituale è quanto di più bello si possa immaginare.

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Nuova Speranza

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Nuova Speranza

Daniela Altruda ci parla della cooperativa  NewHope di Caserta -  Donne Italiane e straniere insieme

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Oikia e Paroikia

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Oikia casa, Paroikia parrocchia ciò che sta davanti , presso la casa ma anche aggregato di case. La chiesta domestica , cioè la cura personale del cammino spirituale è una delle dimensione di rinnovamento dellla più ampia comunità di credenti che sono la Chiesa e le Chiese.

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Il Mattino racconta l'Eremo

mattino 1In questo articolo dello scorso anno la giornalista Monica Trotta del mattino tratteggia alcuni elementi essenziali di questa esperienza.

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Prendersi cura della persona e non solo del corpo

teresa lombardo 1

 

Oggi è davvero molto caldo e la compostezza e l’eleganza delle donne indiane nei loro saari mi rendono ridicola nei miei vestiti occidentali