
Sorella Maria è stata una donna straordinaria vissuta a cavallo del secolo scorso, nata nel 1875 e morta nel 1961. A Campello
a pochi chilometri dalle Fonti del Clitunno immerso in un bosco dove si giungeva e si giunge tutt’ora attraverso una via in parte sterrata in un monastero francescano del 1300 fondò un’eremo.
Sorella Maria era uscita dalla congregazione dell’Istituto delle Francescane Missionarie di Maria col desiderio di vivere con Dio , nel silenzio, nella preghiera, in comunione con la natura, l’umanità di ogni razza e cultura e con le altre fedi , in maniera semplice, con l’essenzialità , in povertà, senza troppe sovrastrutture ad iniziare da quelle mentali. A lei stessa diede il nome di “ La minore “. Fece parte di quella comunità di credenti aperta, di largo respiro che accompagnò il vento del concilio ecumenico vaticano. Intrattenne rapporti e corrispondenze con Don Primo Mazzolari, Giovanni Vannucci, Gandhi e Albert Schweitzer.
Insieme con lei vissero a Campello donne appartenenti alle Chiese protestanti e per tale motivo venne guardata all’epoca con sospetto ed accusata di modernismo.
Aveva un’attenzione profonda verso gli altri, il mondo, coloro che arrivavano all’eremo “ dinanzi ad un’anima non dobbiamo cercare d’interessarla a ciò che interessa noi, ma interessarci a ciò che interessa lei “.
In questo momento all’Eremo vivono cinque sorelle: Daniela Maria che è anche la responsabile, Monica, Lucia, Leida e Gaia.
Si respira pace, gioia e serenità. Io dico che è uno di quei luoghi dove si insegna senza fare corsi. Ritrovo miei appunti del 25 Ottobre 2023, ecco cosa scrivevo in occasione di un mio precedente soggiorno a Campello .
“Eccomi di nuovo in cella . Alle 16:30 ci siamo ritrovati nel porticato abbiamo pregato per gli ammalati, per coloro che hanno male nel cuore, nella testa, nel corpo, nelle relazioni, per le vittime ed i feriti delle guerre.
Si sente il respiro del mondo qui in ogni momento. Vengono ricordati gli affanni delle donne e degli uomini di questa terra . Abbiamo pregato per la Siria, la Palestina , Israele, il Salvador, il Medio Oriente, il Congo,il Mali e tanti altri paesi del centro Africa per la Libia e lo Yemen. È una preghiera di intercessione ma anche di vicinanza , di condivisione , di benedizione.
Nella risposta alle litanie mariane anziché dire Maria prega per noi, si dice qui all'eremo Maria prega con noi.
Dopo la preghiera abbiamo bevuto insieme un sambuco caldo , fatto quattro chiacchiere come con qualsiasi amico, poi recitando un salmo abbiamo accompagnato al portone di legno due amici che sono ripartiti per la Liguria. Alle 18 è suonato il silenzio individuale. Alle 19 c'è la preghiera comune e poi la cena.
Non c'è acqua calda, solo un piccolo boiler a legno e le caraffe per poterla riscaldarla . Siamo a 570 MT. sul livello del mare e l'inverno si farà sentire.
Alle 19 abbiamo pregato per chi è andato avanti. Così all'eremo chiamano i defunti, coloro che sono andati avanti. Ma anche per i viventi. È molto bello sentire citare nomi e cognomi, convocati dall'amore che vuole portare pace qui ed ora sulla faccia della terra e nel regno dell'eterno.
Dopo cena ci ritroviamo intorno al tavolo grande, ci raccontiamo dell'orto, alcune sorelle ricamano mentre una di loro legge Fratellino , la storia vera di Ibrahima Balde partito dalla Guinea alla ricerca del fratello più piccolo che aveva lasciato casa di nascosto per andare in Europa.Si sono fatte le dieci una breve preghiera ci accompagna al grande silenzio che si romperà domattina alle 9 dopo le lodi e la colazione.”