
Etty Hillesum è una delle donne che più ho amato ed amo. Queste sono alcuni spunti tratti dal suo Diario.
Una volta che l’amore per tutti gli uomini comincia a svilupparsi in noi, diventa infinito. L’uomo occidentale non accetta il dolore come parte di questa vita: per questo non riesce mai a cavarne fuori delle forze positive.. Esisteà pur sempre un pezzetto di cielo da poter guardare , e abbastanza spazio dentro di me per congiungere le mani in una preghiera. Ecco la preghiera “ Ogni violenza nel mondo ha delle conseguenze come ogni azione. Esistiamo per prendere su di noi un po' del dolore del mondo offrendo il nostro petto, non per moltiplicarlo, facendo a nostra volta violenza. ( 14 Luglio 1942 – Martedì sera )
Quando prego non prego mai per me stessa, prego sempre per gli altri, oppure dialogo in modo pazzo , infantile o serissimo con la parte più profonda di me che per comodità chiamo Dio. Mi sembra infantile pregare perché un altro stia bene: per un altro si può solo pregare che riesca sopportare le difficoltà della vita. E se si prega per qualcuno, gli si manda unpò della propria forza. Mio Dio come andrà a finire con me? Se qualche volta tu cadrai in me io ti risolleverò. ( 15 Luglio 1942)
Mio Dio che progetti hai in serbo per me? Le tue vie mio Dio, sono imperscrutabili. ( 16 Luglio 1942)
Voglio vivere ancora a lungo e voglio condividere il destino riservato a tutti noi. ( 19 Luglio 1942)
E se torno a casa alle otto coi piedi rotti dal camminare riuscirò sempre a trovare un’ora. Potrei forse reggere se non attingessi ogni giorno a quella gran pace e chiarezza che sono in me ? ( 20 Luglio 1942)
In qualche modo io seguo la mia vita interiore, che diventa sempre più semplice ed è lastricata di benevolenza e fiducia. Il mio cuore oggi è già morto diverse volte, e di nuovo si è risvegliato. Sto prendendo commiato minuto dopo minuto e mi sto liberando del mondo esteriore. Taglio le corde che ancora mi tengono legata, carico a bordo tutto quello che può servire al mio viaggio. ( 22 Luglio 1942)
Molti mi dicono come puoi pensare ai fiori di questi tempi. Ieri sera, dopo quella lunga camminata nella pioggia, e con quella vescica sotto il piede , sono ancora andata a cercare un carretto che vendesse fiori e così sono arrivata a casa con un gran mazzo di rose. Ed eccole lì, reali quanto la mia miseria vissuta in un intero giorno. Nella mia vita c’è posto per tante cose. E ho così tanto posto, mio Dio. ( 23 Luglio 1942 )
Sono molto stanca. La vita è bella e ricca di significato, bisognerà pure credermi. Se tutto questo dolore non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberandoci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita , è stato inutile. ( 24 Luglio 1942 )
Eppure deve esserci qualcuno che sopravviverà e potrà testimoniare che Dio è vissuto anche in questi nostri tempi. E perché non dovrei essere io quel testimone ? Non si deve ragionare in giorni ma in anni. ( 27 Luglio 1942 )