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Nel buio impariamo a stare come i gechi

pia pera 1

 

Col primo scritto di Pia Pera su questo sito faccio outing. Sono uno degli innamorati postumi di questa donna che ha amato tanto la vta.

Come siamo presuntuosi noi umani a supporre che per ognuno,

dopo il tramonto, il mondo si muti in null'al tro che infinite sfumature brune. Chi si procura il cibo al buio ha bisogno di orientarsi, nulla di strano se l'evo- luzione ha favorito chi percepisce le tinte anche senza la presenza di luce solare: la falena sfinge è dotata di lenti in grado di sfruttare il solo chiarore delle stelle in una notte senza luna, distinguendo i fiori in base al colore. Quando ho letto che i gechi sono dotati di una sensibilità croma- tica trecentocinquanta volte superiore alla nostra, la mia tenerezza per questa che mi pareva la Cenerentola tra le lucertole si è mutata in ammirato stupore. Adesso, quan- do il mio geco si presenta al nostro appuntamento serale, lo considero con sguardo nuovo. Con l'immaginazione cerco di evocare dalla massa del giardino, in quel buio trasparente e come inargentato delle prime ore notturne, la magia di una tela tutta declinata in toni densi di basso notturno, di fingermi un mondo di pigmenti saturi come nelle tele a olio di certi maestri fiamminghi