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Quanti amori

non è tutto merito della cioccolata

Quando agiamo in maniera consapevole, quando scegliamo e non semplicemente ci accomodiamo allora dobbiamo essere persino grati nei confronti di chi ci ha aperto gli occhi, di chi ci ha suggerito un nuovo modo di fare o persino di essere, di chi ha fatto sorgere un’alba nuova nella nostra vita o ci ha indicato il cammino verso un altro orizzonte.

Si può anche cambiare, è cosa normale, ma solo liberamente e consapevolmente, solo per vivere più gioiosamente.

Ecco per amore non si cambia se si viene usati o abusati, il resto può essere un campo aperto. Il resto è uno spazio aperto da non aver paura di inventare e reinventare, di giocarci dentro col cuore libero, aperto, generoso, disponibile, senza paure.

Più cerchiamo di circondare, di murare, questo campo più reprimiamo l’amore. L’amore ha bisogno di certezze, poche, il resto è affidato agli occhi di coloro che si amano.

L’amore non è un divertimento, cioè di-vertere, uscire fuori da sé, l’amore non è schiavitù, l’amore non è dipendenza.

Non si può restare vittima di un amore strappandosi idee, pensieri, sentimenti, valori, uscendo appunto fuori di sé in virtù di un malcelato sentimento che di sicuro non è amore ma sopportazione o accondiscendenza.

L’amore non ci deve trasformare in uomini o donne dei dolori, altrimenti non è amore. L’amore non è un pendolo tra l’indifferenza vestita da indipendenza e la sofferenza di chi tutto accetta e tutto sopporta. Ma allora che cavolo è sto amore? Il perno di ogni amore sono il rispetto che genera la fiducia ed il dono.

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