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Non siamo chiamati a misurare gli esiti, ma ad avviare processi. Non siamo chiamati a pesare il grano raccolto in tanti anni di fatica, ma a seminare, a ogni stagione. ( E.Ronchi )

lequilibrio del solco

Quante volte mi sono sentito fare la domanda ma quante persone vengono alla Casa dei fili d’erba? Come il senso di questa esperienza, che lo ripeto è innanzitutto personale, fosse il proselitismo, o persino un successo popolare.

Anche se un giorno nascesse una fraternità nel mio desiderio è innanzitutto l’esperienza di persone che decidono di vivere insieme per lasciarsi abitare poeticamente dal mondo, ovvero abitare poeticamente Dio.

Se poi tutto questo movimento riesce a parlare, a dire qualcosa, ad avere un senso oltre il quinto piano di questo palazzo, al centro del quartiere Pastena, a Salerno, dove vivo, è come seme affidato alla forza della vita.

Se serve.

La porta è sempre aperta. Un senso di questa esperienza è proprio abbracciare prima e dopo la porta stretta le persone, in un accompagnamento tenero che possa aiutare e sostenere questo personale passaggio. Ma non è dai numeri di battesimi, di storie, di nomi , di persone che dobbiamo intendere il senso di questa e di tante altre esperienze in giro per il mondo che si sforzano di spingere l’alba, il carro.

Spingiamo il carro del passaggio dall’uomo razionale e sapiens all’uomo spirituale che intorno all’essere fonda l’agire, la responsabilità dell’umano ed il discernimento.

Trovo che queste parole di Ermes Ronchi, le abbraccio perché esprimono proprio questo sentimento.  A noi viene spontaneo guardare i numeri, fare verifiche sui numeri: quanta gente c'era, quante persone sono venute domenica a messa... Ma i numeri non sono una logica evangelica, mai. In particolare oggi sui social: quanti like, quanti pollici alzati, quante approvazioni. No. Devo seguire la mia strada, la mia voce, dobbiamo essere liberi dalla concupiscenza dei numeri, dalla concupiscenza dei risultati. Non siamo chiamati a misurare gli esiti, ma ad avviare processi. Non siamo chiamati a pesare il grano raccolto in tanti anni di fatica, ma a seminare, a ogni stagione.

Questa è una stagione di semine, stagione difficile per la Chiesa, ma così è, con grande fiducia nella forza insita nella parola di Dio, che non tornerà a lui senza aver portato frutto. La fede dei profeti è tale che essi credono alla parola di Dio più ancora che alla sua realizzazione. Isaia non vedrà la Vergine partorire, Osea non vedrà il popolo riportato nel deserto perché Dio gli parlasse sul cuore, ma ci credono. Credono alla parola di Dio più ancora che alla sua attuazione.

La fede degli Apostoli: a loro interessa seminare Vangelo più ancora dei successi della predicazione, altrimenti Giacomo sarebbe l'Apostolo fallito perché è stato ucciso quasi subito.

I nostri ruoli sono prigionieri dei risultati, dei numeri, che poi mettono tristezza. Invece il nostro compito è iniziare percorsi, e la strategia del primo passo è avviare processi. E questo perché a tutti noi è chiesto non di misurare, pesare, contare i risultati, ma di seminare. È Dio che fa crescere.[1]

[1] Ermes Ronchi , L’equilibrio del Solco, pag. 40 Edizioni Paoline