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Il bene sovrabbonderà sempre

AM SN23 DATTAS Lesperienza di bonta copertina A 1

 

"Esperienza di bontà" é uno dei libri più belli che io abbia letto. Bello non solo per il lirismo della prosa che l'amico Antonio Zulato

( del quale pubblichiamo un articolo in questo numero sul tema dell’autobiografia ) ha tradotto dal francese con la maestria dell' artigiano che padroneggia la materia incandescente che è la parola.

Questo libro di Lydie Dattas è uscito in Francia il secolo scorso ed ora finalmente viene proposto in Italia da Animamundi Edizioni.

L’ho acquistato come segno di amicizia verso Antonio ed il suo editore, Giuseppe Conoci, ma alla fine il dono l’ho ricevuto io, ed alla grande.

È bello questo breve scritto perché apre uno spazio sconfinato di speranza e responsabilità e ci dice che la ferita può essere anche un moltiplicatore di bene. La speranza non è il semplice ottimismo che si autoconvince del finale positivo.

La speranza è affiancata dal nonostante,dal tuttavia, dal limite,ma in essa arde la fiducia che sempre ne vale la pena a prescindere da come qui ed ora andrà a finire.

La speranza anima una terra promessa che non sappiamo se vedremo, e che forse toccherà a chi verrà dopo di noi vederla. Ma questa terra promessa è il giardino del nostro impegno responsabile, ed essa a sua volta genera altra terra promessa in altri tempi e spazi.

Questa promessa si è compiuta all'insaputa di Suor Suzanne Marie che nel libro è l'artefice della storia.

Questa è la grandezza del mistero e della fiducia.

Questa storia, se ce ne fosse bisogno, è la cartina di tornasole di come la meraviglia, il mistero, la poesia, il sottile soffia nella vita.

L'amore di una donna in una corsia di ospedale, una suora appunto , mette a dimora un seme nel cuore di una bambina che è germoglierà come l'albero di senape del vangelo.

" Ho dimenticato il tuo volto ed il tuo nome, il tuo sguardo e la tua voce: tutto è stato cancellato, tranne quella luce sfolgorante del tuo cuore che , trapassando mi il petto, è arrivato fino al mio"

Un albero di amore frutto di quell'incontro di tanti anni prima quando la piccola Lydie Dattas visse settimane lontana dalla famiglia ricoverata in ospedale. Quella lontananza, quella lacerazione, quella ferita fu il terreno, l'humus necessario perché quel seme potesse dare migliori frutti.

In quel dolore, grazie a quell' amore, la piccola, a distanza di anni con una vita matura già avviata , trova l'esatto momento di una seconda sua nascita.

 

" Sento ancora il fruscio del tuo abito e se ho dimenticato la tua voce potrei disegnare a memoria la pianta della danza dove, per la seconda volta, sono nata".

Amore e dolore non solo fanno rima nella prosa ma nella vita.

Si tengono per mano e quando la fiducia, la speranza, la consapevolezza, l'indipendenza allargano questa presa tra dolore ed amore, senza spezzarla, ma rendendola più leggera, allora si compie il miracolo .

È proprio allora che si può riuscire persino a godere, ad assaporare il quanto basta dell' esistenza: quanto basta un sorriso, quanto basta l'odore dell' erba falciata, quanto basta un silenzio, quanto basta il dono di sé.

Ma forse il motivo per cui sento che questo libro sia bello in profondità, come un tesoro che fuoriesca improvviso ed inatteso , è che senza alcuna pretesa saggistica afferma una verità che sappiamo tutti e che a volte non riusciamo ad esprimere ed ancora meno a vivere.

Questo libro ci parla di quello che Arminio chiama "la cura dello sguardo".

Abbiamo bisogno di uno sguardo e nel contempo di non dipendere da esso per poter giore della vita e non essere prigionieri di qualcuno o qualcosa.

Lo sguardo di Suor Suzanne Marie cambiò la vita della piccola Lydie Dattas e nel frattempo la liberò, le diede ali per volare, fare il resto.

Quanto è potente uno sguardo d'amore.

È un appello per ciascuno di noi, all' attenzione, all' amore ed al contempo alla libertà, all' imparare a camminare senza il continuo bisogno di quello sguardo.

Suzanne e Lidye non si sono più viste ma quello sguardo è stato cura che la piccola bimba si è lasciata bastare per una vita intera.

" Non so più niente di te, eppure tutto quello che so viene da te"