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State attenti se potete

sulla tua parola 1

 

Mc  6,34 - 44 Otto Gennaio Tempo di Natale dopo l’Epifania

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore

, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare". Ma egli rispose loro: "Voi stessi date loro da mangiare". Gli dissero: "Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?". Ma egli disse loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere". Si informarono e dissero: "Cinque, e due pesci".E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull'erba verde. 40E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Oggi è il vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, o meglio dire come racconta oggi Marco è il vangelo del “date voi stessi da mangiare “. Fino a quando non avrò compassione ogni mia passione sarà sterile. Sarà sterile innanzitutto per me, non mi ri-genera,  figuriamoci poi la possibilità di essere fertili per altri. Non si tratta di andare per forza in Africa ma si tratta di essere attento, sollevare, condividere e questo lo si può fare semplicemente uscendo ed incrociando gli occhi della gente. Poi se volete ci sta bene pure l’Africa. Non occorrono grandi gesti ma quelli ordinari di ogni giorno, non servono opere grandi ma il buon vicinato, la prossimità, non servono staccare assegni per opere di carità ma essere onesti, non rubare. Ecco , questo significa per me “quel date voi stessi da mangiare”.  Mi ha colpito una volta in un racconto di Chiara Scardicchio che abita in puglia la circostanza che un giorno una sua amica di Caserta la chiamò e le disse vengo giù a casa tua a stirare. Ecco noi abbiamo mai fatto una proposta oscena del genere ? Un gesto di amore particolare ? Tra le mie pratiche ho un quadernetto. Il piccolo quaderno dell’amore particolare, ogni giorno provo a segnarmi il gesto, l’atto di un’ attenzione specifica che ha tradotto l’amore generale per la vita in un atto di cura sul particolare. A volte scrivo la data e metto un trattino, una giornata senza amore particolare. Questa pratica non mi serve a fare l’elenco delle buone azioni ma a convertire la mia disattenzione, a farmi crescere nella compassione che non è patire insieme ma sollevarci insieme.