
Mt 7, 21. 24- 27 Giovedì prima settimana di Avvento
Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande".
Dio non è un medico e noi non siamo dei pazienti. La religione non è una cura prescritta con una ricetta. Prima ancora di fare la volontà di Dio la questione è comprenderla. Se la si comprende allora fare la sua volontà è un atto di forza e non di debolezza, è una fortuna e non una iattura. Amare per forza è diabolico, Nemmeno con Dio è possibile giustificare un matrimonio combinato. Quando la religione diviene un insieme di regole da praticare e non un abbandono alla forza creatrice dello Spirito allora essa diviene la tomba della fede, come il matrimonio che quando diviene un’istituzione scontata e non la casa della meraviglia allora diviene la tomba dell’amore. Oggi Gesù ci parla dei fondamenti su cui costruiamo la casa della nostra esistenza, possono essere sabbia o roccia. La roccia è solo l’amore – amarsi ed amare - questo ricomprende tutti gli altri comandamenti. L’amore scrive San Paolo è paziente, benigno, non si vanta, non è invidioso, è rispettoso, non cerca il suo tornaconto, non si adira, perdona, gode della giustizia e della verità. L’amore è la roccia. “ La vita chiede coraggio, molto coraggio, se vuole sconfiggere la morte. Vivere vuol dire partecipare a un viaggio di trasfigurazione dell’esistenza in modo che la vita diventi pienamente umanizzata, il nostro è un esistere nascendo. “ ( Roberto Mancini ) Amare è l’unica forma che esiste per rinascere pienamente esistendo già.
Trovare e restare in solide fondamenta non è facile e spesso ci mettiamo una vita intera. E’ per questo che prima di perdonare dobbiamo chiedere perdono e perdonarci perché nel frattempo avremo commessi tanti errori. Ma il bene arriva, arriva un giorno e bisogna essere attenti, con la lampada accesa, con le mani pronte ad afferrarlo e non lasciare che passi e lentamente accarezzare la roccia che ci sta ripartorendo. Una roccia che ha la tenerezza di un bambino, quello che davvero dovremo diventare. Dopo essere passato per la grandezza del cammello e la scorza dura del leone scrive Nietsche . “ Tornare all’immediatezza dei bambini” scrive commentando il filosofo tedesco Lorenzo Chiuchiù , “ come simboleggia il cammello bisogna aver sopportato tutto il peso di una storia o di una tradizione … schiacciati dai valori imposti e dai doveri, aver disperato di trovare un senso alla propria vita… aver avuto al forza di distruggere per affermare la propria volontà “ ed infine tornare bambini.Io non so come funziona per il mondo intero, per chi ha avuto la fortuna, la capacità di porsi immediatamente sulla roccia dell’essere bambino. So che a me sta capitando così, so che per molti, la maggior parte, si rinasce in vita, si torna bambini, si cerca e si trova finalmente la roccia.