In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: "Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo". E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono".
Mi sembra un Dio biricchino quello di oggi, che gioca a nascondino. Ai piccoli si ai grandi no, ai semplici si ai dotti no, ai profeti ed ai re no agli umili pescatori si. Insomma che fa oggi Dio, il prezioso? No, Dio non prova a farci innamorare di Lui ammiccando, ritraendosi un po', non svelandosi completamente. Dio ci indica invece una direzione. Nel poco è ricompreso il molto, nel povero il ricco, nel sapiente il dotto. Da quale prospettiva guardiamo il mondo? Dio ci indica la via degli ultimi per arrivare ai primi e non viceversa. Siamo un fascio di relazioni , trasformarle in comunione è ciò che da senso alla nostra vita. Il Vangelo di oggi ci chiama a mettere i piedi nella storia realizzando l’unica comunione possibile, inclusiva. Sono i nostri stessi atteggiamenti che favoriscono o meno la nostra comunione con Dio: farsi piccoli, umili e semplici nello spirito , nella mente, nel corpo. Donare la vita così si aggiunge vita ai giorni. Scrive Papa Francesco “Se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita.”. Dio è il Dio delle piccole cose. “ Quando ero bimbo cercavo Dio puntando gli occhi nella luce che veniva dall'alto. Quando ero giovane lo cercavo nei fratelli che mi circondavano. Quando fui uomo lo cercai camminando sulle piste del deserto. Ora che sono al termine, mi basta chiudere gli occhi e lo trovo in me. Non avverto nemmeno più il bisogno di camminare per trovarlo, inginocchiarmi per pregare, pensare o parlare per comunicare con lui. Io non cerco di capire, cerco di credere. Dio non l'ho raggiunto col capire l’ho raggiunto nella fede. Se potessimo restare sempre bambini, bambini nello spirito, tutto sarebbe più facile e la fede in Dio si svilupperebbe naturalmente.” Carlo Carretto