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Il dolore non lo dovremo sopportare, diverrà gioia

sulla tua parola 1

 

Mt 15, 29 – 37 Mercoledi prima settimana di Avvento

Gesù si allontanò di là, giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando

con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: "Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino". E i discepoli gli dissero: "Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?". Gesù domandò loro: "Quanti pani avete?". Dissero: "Sette, e pochi pesciolini". Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Dio è il Dio delle cose concrete. E’ il Dio della vita.  La spiritualità ci dice Gesù non diventi spiritualismo. Oggi è il vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma a me colpisce più ancora la scena precedente.  Com’è bella questa scena , l’avrebbe  potuta dipingere Chagall, Botticelli, Rembrandt. Un prato in festa, una festa di vita, Una festa vera senza finzioni. Con storpi e ciechi che tornano a camminare e a vedere. Il dolore si trasforma in gioia, l’ansia in speranza, il buio in luce, la depressione in entusiasmo. E’ questa la salvezza, la guarigione, il miracolo della vita. Un oceano di umanità su un mare di erba. Ci rendiamo conto dove arriva la salvezza? Per strada, in un bosco non sotto il campanile o la sacrestia. E’ una summa teologica il vangelo di oggi. L’altro giorno un prete ha vietato ad una bambina di fare la chierichetta, è roba da maschi, ha risposto. Dio oggi invece ci dice la salvezza non è nel baciare la veste ma nel trovare la strada che ci porta a guarire dalle nostre disabilità. Dio ci dice fate della vostra vita un miracolo, una festa.  Quando lo compiremo come uomini sarà più facile essere anche cristiani. A Gesù chiedevano segni, miracoli, dice Don Paolo Scquizzato “ la moltiplicazione dei pani ha lasciato il segno che condividendo la vita si moltiplica“

Ed oggi mi sento quell’affamato, quello storpio, quel cieco . Si Gesù lo sento se ho fame, se ho consapevolezza della mia miseria , della mia debolezza, della mia piccolezza , se ho un cuore piccolo piccolo, se non mi affido al mio cervello, alla mia capacità, alla mia intraprendenza. Sono una piccola creatura e niente più dinanzi a mio fratello Gesù. Ed allora che posso essere guarito, ed allora che può avvenire anche per me il miracolo della moltiplicazione. Senza questo cuore Dio ci passa accanto e non lo vediamo.  “ Per entrare, per capire è necessario un cuore di bimbo, per afferrare i segni e capirne il significato devi essere piccolo ed umile di cuore. Devi chiederlo “ Carlo Carretto