
Mediare i conflitti è un atto di amore e di dono, e poi è anche un modo per alleggerire il peso della vita.
Buttiamo via tante relazioni , non ripariamo le relazioni che si sono rotte perchè viviamo più nella pretesa che nel dono. Non tutte le cose si possono aggiustare, ma in molti casi ci si può venire incontro non per sopportazione ma per dono, per vedere felice l'altro. Questo presupposto in un percorso di amicizia, di coppia, di lavoro eviterebbe tante rotture. Occorre mettere al centro il bene dell'altro. Una società fondata sul bene dell'altro ci ricambierebbe con il compimento del nostro bene. Stiamo scivolando sempre più nell'idolatria del proprio bene, nel trasformare il proprio bisogno in una religione, a volte sostenuti da una sbagliata valutazione sia del desiderio che della felicità. Il desiderio non può essere bramosia la come scriveva Lao Tzu è il momento in cui si nasconde la disgrazia.
