Accanto all’eremo sento il bisogno del cenobio, cioè degli incontri con le altre persone e creature.
Scrive Ermes Ronchi “ Una parabola ebraica dice che ogni uomo viene al mondo con una piccola fiammella sulla fronte, che non si vede se non con il cuore, come una stella che gli cammina davanti. Quando due uomini si incontrano, le loro due stelle si fondono e si ravvivano – ognuna dà e prende energia dall’altra – come due ceppi di legno posti insieme nel focolare. L’incontro genera luce. Quando, invece, un uomo per molto tempo resta privo di incontri, solo, la stella che gli splendeva in fronte piano piano si affievolisce, fino a che si spegne. E l’uno va, senza più una stella che gli cammini davanti. La nostra luce vive di comunione, di incontri, di condivisione. (Le nude domande del Vangelo)
Diversi sono i modi con i quali vivere gli incontri.
Per incontri non intendo soltanto quelli con le donne e gli uomini ma con ogni creatura.
Ogni cosa, ogni essere presente in questo universo esprimono una meraviglia con la quale è possibile incontrarsi.
Insieme all’ossigeno per campare abbiamo bisogno di essere visti, riconosciuti ma questo è sano nella misura in cui non alimenta narcisismo e dipendenze.
Occorre superare la cultura che le uniche forme di riconoscimento possono essere la consacrazione da una parte e l’amore romantico dall’altra. Anche scegliendo la solitudine possiamo scegliere di essere riconosciuti soltanto da un gatto o da un pezzo di cielo, da un’amica, un’amico, uno sguardo o un sorriso.
“Caro Kirill qui a Svobodnyi, nonostante la bruttezza del posto, si può comunque vedere qualcosa di bello: il cielo”. “Quando proverete tristezza nel vostro animo guardate le stelle oppure il cielo di giorno. Quando siete tristi, offesi, sconsolati o sconvolti per un tormento dell’anima, uscite all’aria aperta e fermatevi in solitudine immersi nel cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete” 18 Gennaio 1934 (Dal Testamento di P. Florenskij)
Incontri poi sono quelli che ogni tanto vengono proposti all’eremo mensilmente per condividere la preghiera e la vita.
Incontri sono anche le itineranze , i viaggi per incontrare appunto persone e luoghi secondo tradizioni che hanno radici lontane e che ci portano alla mente le storie del Pellegrino Russo o degli asceti Samana di cui parla Herman Hesse in Siddharta o in epoca più recente come ci testimonia la vita di Giovanna Negrotto , pellegrina nel mondo (n. 1934 - m. 1922) .
Ed infine incontri sono le condivisioni delle vite con chi decide di trascorrere un tempo presso La Casa dei Fili D’erba in maniera fraterna. La fraternità viene prima di qualsiasi pratica religiosa , senza fraternità non può esistere una comunità.
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