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Teologia del probabile

| Libri

Adriana Zarri è nata nel 1919 ed è morta 16 anni fa, la sua è stata una teologica compromessa col vivere. 

 Adriana Zarri è nata nel 1919 ed è morta 16 anni fa, la sua è stata una teologica compromessa col vivere. 

In un diario giovanissimo è lei stessa a definire la sua infanzia con una fase tinteggiata da un drammatico rifiuto dell'immagine patriarcale e monolitica al tempo attribuita in famiglia ed in parrocchia a Dio: entità troppo altisonante e disincarnata per guarire le inquietudini di un'interiorità precocemente scossa da assillanti interrogativi di senso del vivere e della fede.

La scoperta del divino avvenne per la giovanissima Zarri (allora adolescente ) molto spontaneamente , in modi e tempi non così diversi da altre mistiche del Novecento. I pensiero va a figure come Raissa Maritain , Simone Weil ed Etty Hillesum , donne parimenti divorate da una sete di conoscenza diretta e immediata dell'Assoluto. 

Ma a differenzaz di Hillesum , che approfondì Dio puramente in chiave esistenziale, la conversione misrtica sfociò in Zarri nel perfezionamento delle sue due attitudine fondative : quella contemplativa, percepita quale sfondo primario di vita e di pensiero e quella teologica vissuta già dalla prima giovinezza quale insostituibile struento a supporto della fede.

Intorno ai cinquant'anni, precisamente nel 1970, Adriana Zarri maturò l'esigenza di dedicarsi a una vita più raccolta ed essenziale rispetto a quella condotta a Roma, ove avvertì l'univoco percorso di teologa e giornalista professionista affievolir si in favore di un progetto che prediligesse preghiera, silenzio e solitudine come principali coordinate. Si trasferì nella campagna piemontese, trovando prima nel Molinasso na fatiscente in origine senz'acqua e luce, immersa nei boschi di Perosa Canavese (Torino) e, successivamente, nell'eremo di Crotte di Strambino (Ivrea) le soluzioni abitative più adatte per avviare un'originale esperienza eremitico-monastica, ispirata ai padri del deserto e perciò severamente laica, slegata da ogni possibile intervento della gerarchia ecclesiastica al fine di far sbocciare l'esperienza del solo aSolo quanto più sponta-neamente.

Nei suoi due eremi, divenuti nel tempo luoghi di ricreata armonia, Zarri coltivò anzitutto l'idea di preghiera come ha-bitus esistenziale, stato ontologico permanente, speciale modo di essere al mondo. Fedele ai ritmi monastici della tradizio-ne cristiana, il suo fu in effetti un monachesimo fortemente proteso alla ricerca  nel tessuto ordinario e feriale  dell'alleanza stabilita dal Dio biblico con il suo popolo, da ricreare nella vita di ogni giorno rendendoglisi sempre più confidenti e intimi attraverso una postura consona a ospitarne la venuta.

( dalla prefazione di Francesco Occhetto )